Den Febbraio 2011
Creatività e abilità artigiana
IMPRECO Rinasce il consorzio tessile-calzaturiero. Il presidente Martinelli: Siamo una risorsa per il Mezzogiorno, le istituzioni non ci abbandonino
Nella periferia a nord di Aversa ci sono 51 aziende con un potenziale industriale enorme. Producono calzature, capi d'abbigliamento, lavorati in pelle e prodotti tessili per marchi del Made in Italy, mescolando creatività,manualità artigiana e tecnologia. Unite in un consorzio, l'Impreco, con sede a Carinaro, hanno decine di stabilimenti, 700 dipendenti e oltre 200 milioni di euro di fatturato. Il 2010 nella storia dell'Impreco sarà ricordato come l'anno della svolta: nuovi assetti societari, nuovo consiglio d'amministrazione, nuovo presidente, nuove ambizioni. «Vogliamo diventare il polo tessile-calzaturiero più importante del Mezzogiorno, con un marchio capace di conquistare i mercati internazionali. Disponiamo dell'esperienza, delle capacità e della forza produttiva per esserlo». Giuseppe Martinelli ne è convinto. Dallo scorso 19 Ottobre a capo del consorzio Martinelli non teme il confronto con il passato di Impreco, funestato da vicende giudiziarie: «Siamo nati dieci anni fa, grazie a un contratto di programma finanziato dalla Regione, dal Ministero delle attività produttive e dall'Europa. Abbiamo ricevuto una prima tranche di fondi, poi le erogazioni si sono bloccate, perchè la vecchia dirigenza è finita sul banco degli imputati. Oggi Impreco - assicura il presidente - è una realtà diversa, con aziende sane che, pur di investire, pagare i fornitori, assumere il personale e rispettare il contratto di programma si stanno indebitando. Intendiamo continuare a fare impresa nel rispetto di tutti - aggiunge - , a partire dai proprietari delle aree del comune di Gricignano su cui nostre consorziate hanno costruito i capannoni e con i quali è in corso una trattativa per l'acquisto dei fondi». Ma l'entusiasmo del presidente e del Cda potrebbero non bastare: per dare slancio al polo manifatturiero il ministero dovrebbe erogare la seconda tranche di finanziamento, che a Carinaro attendono ormai da 6 anni. «Ci aspettiamo che le istituzioni, le forze sindacali e le associazioni di categoria, come Confindustria, intuiscano le potenzialità del consorzio, sia in termini produttivi che occupazionali, e ci riservino l'attenzione che meritiamo. La mia idea - rivela Martinelli - è che si debba convocare una conferenza dei servizi con al centro il caso Impreco; non mi sembra una proposta assurda». Per un consorzio che a regime darebbe lavoro a 3500 persone (di cui 2000 nell'indotto), tutt'altro!
C.L.